Tutto quello che dovete sapere sulla Proloterapia e Neuroproloterapia

23 novembre 2016

Cos’è la Proloterapia?

E’ una tecnica che stimola i processi di autoguarigione del nostro corpo a rinforzare tendini e legamenti ed articolazioni danneggiate da un trauma o da un uso eccessivo. Quando i legamenti e i tendini di un’articolazione sono danneggiati questa diventa ipermobile, instabile e dolorosa. La Proloterapia è in grado di agire sulle cause dell’instabilità, riparando le strutture danneggiate mediante la produzione di nuovo tessuto fibroso che permetterà la stabilizzazione dell’articolazione con scomparsa del dolore.

Come funziona la Proloterapia?

Attraverso una micro iniezione di una soluzione glucosio nel punto in cui tendini e legamenti sono danneggiati, la proloterapia determina una leggera irritazione locale che stimola i meccanismi di auto guarigione del corpo a rigenerare nuovo tessuto nell’area danneggiata.  La leggera risposta infiammatoria determinata dall’iniezione di glucosio incoraggia la crescita di nuove fibre legamentose e tendinee, con il risultato di un rinforzamento delle strutture indebolite e danneggiate.

In che consiste la soluzione iniettata?

Nella Proloterapia si inietta una soluzione di glucosio (15% o 25%) con una piccola quantità di anestetico locale.

Si tratta di un trattamento doloroso?

Utilizzando aghi sottili quasi come capelli la Proloterapia è un trattamento poco doloroso, anche se il dolore causato da un’iniezione varia in rapporto alla struttura trattata, alle condizioni di infiammazione di questa, e all’abilità del medico che la pratica.

Il trattamento può causare un leggero gonfiore e disagio doloroso che scompare piuttosto rapidamente e che può essere alleviato dal paracetamolo (tachipirina, efferalgan). Gli anti-infiammatori (FANS) non dovrebbero essere utilizzati dopo una seduta di Proloterapia in quanto la loro azione contrasta i processi di guarigione innescati dall’iniezione stessa.

La Proloterapia può essere utile per tutti?

Ogni paziente deve essere valutato accuratamente attraverso un esame clinico, radiografie, esami di laboratorio prima di essere sottoposto ad un trattamento. In questo modo il medico potrà valutare le tue probabilità di successo con questa terapia. Il successo del trattamento dipende da vari fattori che comprendono lo stato generale di salute ed eventuali carenze nutrizionali che possano ostacolare il processo di guarigione (ipovitaminosi, ipotiroidismo, etc).

Quali zone del corpo possono essere trattate?

La Proloterapia può essere utilizzata per trattare molte articolazioni: ginocchio, anca,caviglia, piede, polso, gomito, spalla. Inoltre anche la colonna vertebrale a livello cervicale, dorsale e lombare e le sacro-iliache possono essere trattate.

Quali sono le condizioni patologiche che possono essere trattate con successo con la Proloterapia?

Le principali patologie sono: Cervicalgie e Lombalgie, Traumi a muscoli, tendini e legamenti di tutte le articolazioni; Tendiniti, tendinosi degenerative e lesioni tendinee parziali; Metatarsalgie e Neuroma di Morton; Sindrome del tunnel carpale; patologie degenerative della cartilagine (forme iniziali)

Con che frequenza si effettuano i trattamenti?

Generalmente con intervalli tra una seduta e l’altra non inferiori ai 15/20 giorni, per un numero di trattamenti che va stabilito dal medico che esegue la proloterapia. In genere un ciclo comprende tra le 3 e le 5 sedute.

Si tratta di una tecnica sicura? Ci sono effetti collaterali?

E’ un trattamento assolutamente sicuro, e con pochissimi effetti collaterali. Talvolta può comparire un arrossamento intorno al sito di iniezione che scompare in pochi minuti. Nessuna reazione allergica è stata mai descritta. Il rischio di infezione è stato calcolato intorno ad 1 su 300.000 iniezioni, quindi praticamente trascurabile. L’unica precauzione è di sospendere eventuali trattamenti anticoagulanti alcuni giorni prima del trattamento

Parliamo di un trattamento realmente nuovo?

In realtà la Proloterapia fu sviluppata nel 1940 da un chirurgo americano George Hackett, che cominciò ad utilizzare iniezioni profonde con glucosio al 25% combinate con anestetico locale. Questi scoprì che tali iniezioni risultavano efficaci a trattare condizioni dolorose croniche causate da lassità di tendini e legamenti. La diffusione di questa metodica in tutto il mondo si è verificata solo negli ultimi 20 anni.

 

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Cos’è invece la Neuroproloterapia (NPT) ?

La Neuroproloterapia (NPT) è una metodica di trattamento distinta e separata dalla Proloterapia, di cui rappresenta in qualche modo un’evoluzione. Sviluppata a partire dal 2002 dal dott. John Lyftogt, medico neozelandese, ha come obbiettivo i nervi sensitivi superficiali del nostro corpo attraverso micro iniezioni sotto pelle di glucosio a bassa concentrazione (5%).

Il dr. Lyftogt scoprì che basse concentrazioni di glucosio iniettate vicino ai nervi superficiali infiammati erano in grado di spegnere l’infiammazione e il dolore per diversi giorni. Ripetendo il trattamento con frequenza settimanale si otteneva la risoluzione definitiva della sindrome dolorosa.

Inizialmente la Neuroproloterapia fu utilizzata con successo per curare infiammazioni del tendine di Achille, successivamente il suo utilizzo fu esteso al trattamento di epicondiliti, ginocchia, spalle ed anche dolorose, dolori cervicali e lombari. Con successo fino all’80-90% dei casi.

In cosa consiste e come si esegue la NPT ?

Il trattamento consiste in una serie di piccole iniezioni superficiali con aghi piccoli e sottili quasi come capelli e praticamente indolori, immediatamente sotto la pelle, in corrispondenza dei nervi sensitivi infiammati e dolenti, con una sostanza naturale, glucosio a bassa concentrazione (5%). Il primo trattamento permette di ridurre drasticamente il dolore per un periodo che varia da paziente a paziente. La ripetizione periodica del trattamento (in genere settimanale) porta alla definitiva risoluzione della sintomatologia dolorosa. Generalmente un ciclo di trattamento comprende dalle 4 alle 6 sedute.

Si tratta realmente di una cura per il dolore cronico?

La NPT è molto efficace sul dolore cronico se si tratta di un dolore neuropatico, cioè se dipende, come molto spesso accade,dall’infiammazione dei nervi sensitivi superficiali. In questi casi dopo ogni trattamento il periodo di sollievo dal dolore si allunga sempre di più, fino a che sparisce definitivamente,. Ecco perché è necessario un ciclo di trattamenti che va generalmente dalle 4 alle 6 sedute.

Quali sono le condizioni patologiche per le quali può essere utile la Neuroproloterapia?

Dolore cervicale, dorsale, lombare di origine neuropatica,; Ginocchia dolorose, tutte le nevralgie; tutte le Tendinopatie (spalla, gomito, polso, t. di Achille, piede, etc); neuroma  di Morton; cicatrici dolorose; dolori intercostali; protesi dolorose.

Si tratta di trattamenti dolorosi?

A nessuno piacciono le iniezioni, ma le iniezioni della Neuroproloterapia sono in realtà delle micro-iniezioni con aghi molto sottili appena sotto pelle. Il fastidio della puntura è minimo e scompare immediatamente. L’obbiettivo del trattamento è di permettere al paziente di lasciare lo studio senza dolore.