Cosa intendiamo per Medicina Rigenerativa Ortopedica, Prp, Cellule Staminali, Proloterapia 18/04/2018

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Cosa intendiamo per Medicina Rigenerativa Ortopedica, Prp, Cellule Staminali, Proloterapia

Posted by Raffaello Riccio in Achilleo, chirurgia mini-invasiva, Fascite Plantare, proloterapia, Tallonite, Tendiniti, Tendinosi
Alcuni tessuti del nostro corpo una volta danneggiati da un trauma o più spesso dal processo di invecchiamento legato al passare degli anni, non sono capaci di auto-guarirsi e rigenerarsi come fanno la maggior parte dei nostri tessuti.
Pensiamo alla nostra pelle dopo un taglio, o alle nostre ossa dopo una frattura; il nostro corpo è molto efficiente a riparare questi danni. Quando però si tratta di tessuti come la cartilagine o come i tendini (per rimanere in campo ortopedico) il nostro organismo non riesce a riparare il danno, ed in questo modo si instaura un quadro di malattia con tutte le conseguenze funzionali che ben conosciamo.

L’Ortopedia si è storicamente preoccupata soprattutto di riparare questi danni con la chirurgia, spesso con buoni risultati, e di controllarne i sintomi (specie il dolore) con trattamenti di varia natura. Quasi mai si è cercato di supportare ed incoraggiare il processo di guarigione.

Negli ultimi anni gli studi si sono invece concentrati ed orientati soprattutto verso quelle tecniche che possono stimolare il processo di rigenerazione dei tessuti danneggiati. Esistono, infatti, delle cellule del nostro corpo che hanno la capacità di rigenerare, più che di guarire. Per comprendere questo, è fondamentale avere chiaro il concetto di “differenziazione” cellulare: quanto più una cellula acquista caratteristiche specifiche, che la rendono “ideale” per una certa funzione, tanto più perde la capacità di rigenerarsi.

Le nostre cellule al momento della fecondazione sono in grado di generare un intero organismo, cioè possono differenziarsi in qualsiasi cosa! Con la crescita dell’organismo le cellule acquistano via via caratteristiche sempre più particolari e funzioni specifiche, organizzandosi in tessuti diversi e differenti, ma perdendo progressivamente la capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa (cellule totipotenti). Arrivando all’organismo adulto, in ogni tessuto esistono delle cellule capaci di tornare indietro in questo processo di “specializzazione” e tornare alla condizione di “cellule totipotenti”, e ciò si verifica ogni volta che il nostro corpo ne ha bisogno, per esempio dopo un trauma, per avviare un processo di guarigione da un danno!!

La Medicina Rigenerativa Ortopedica studia questi meccanismi biologici cercando di individuare le cellule in grado di attivare un processo rigenerativo, cioè una rigenerazione dei tessuti danneggiati. Vediamo ora come questi concetti possono essere applicati in termini pratici alle problematiche ortopediche, in particolare di piede e caviglia.

Il PRP o gel piastrinico (o concentrato di fattori piastrinici) è stato uno dei primi tentativi in questo campo. Si tratta di un preparato gelatinoso ottenuto dalla centrifugazione e filtrazione di una piccola quantità di sangue prelevata dal paziente stesso, nel quale sono concentrate una serie di sostanze contenute nelle piastrine (cellule del sangue), in grado teoricamente di stimolare un processo rigenerativo. Il preparato viene generalmente iniettato in corrispondenza di tendini affetti da un processo di tipo degenerativo tendinosico (per esempio tendine di Achille e Fascia plantare per il piede) o in articolazioni che presentano una quadro di artrosi, con danno cartilagineo più o meno importante. Talvolta il PRP può essere utilizzato nel corso di un intervento chirurgico, per esempio per favorire la consolidazione di una frattura, o favorire la riparazione di un tendine.
L’efficacia del PRP è supportata da un gran numero di lavori scientifici, ma la sua capacità di stimolare la rigenerazione dei tessuti danneggiati non è ancora ben chiaramente dimostrata. Sono state invece chiarite le sue potenzialità anti-infiammatorie, specialmente nel caso di infiltrazioni intra-articolari , mentre le vere e proprie potenzialità rigenerative attribuitegli inizialmente sono state molto ridimensionate. L’idea abbastanza condivisa oggi, è che si tratta di partii di cellule iniettate in un tessuto patologico che esercitano uno stimolo anti-infiammatorio e riparatorio di breve durata.

Va ricordato che si tratta di un trattamento che prevede una manipolazione di sangue e che quindi in Italia è rigidamente regolamentato e deve essere eseguito in centri autorizzati dal centro trasfusionale di competenza.

Le Cellule Staminali dal midollo osseo si ottengono da un prelievo che si esegue dalla cresta iliaca (una parte del bacino). Si tratta di una procedura ormai standardizzata mini-invasiva e poco dolorosa, ma che va in ogni caso eseguita in sala operatoria con una anestesia. Si utilizza spesso in associazione ad altri gesti chirurgici e consente di ottenere cellule con una capacità rigenerativa molto più alta del PRP. Tale potere rigenerativo andrebbe a ridursi con l’età del paziente, ma su questo aspetto esistono al momento dati controversi in letteratura.

Le Cellule Staminali dal tessuto adiposo (grasso) si ottengono prelevando del tessuto adiposo, in genere a livello dell’addome, con una modalità simile a quella della Lipoaspirazione. Attraverso dei piccoli buchi e delle cannule apposite si aspira una quantità idonea di grasso, che viene poi adeguatamente trattata allo scopo di ottenere delle cellule con un elevato potenziale rigenerativo. Naturalmente non sono le cellule del tessuto adiposo (grasso) ad avere questa capacità rigenerativa, ma piuttosto le cellule localizzate a ridosso dei vasi sanguigni nel nostro tessuto adiposo.
Il potere rigenerativo di queste cellule ottenute dal grasso appare molto alto, e le modalità di processazione del tessuto ottenuto, grazie ad appositi kit (di brevetto italiano), permettono di ottenere cellule più vitali e con un maggiore potenziale rigenerativo, certamente molto superiore a quello del PRP.

Altro aspetto favorevole di questa metodica è la mini-invasività, potendo essere effettuata in anestesia locale in Day-Surgery. Inoltre il processo di invecchiamento non sembrerebbe influenzare e ridurre la capacità rigenerativa delle cellule ottenute.

La Proloterapia entra a buon diritto nel capitolo delle tecniche di Medicina Rigenerativa Ortopedica, pur essendo una metodica che viene da lontano. Si tratta di una metodica che ha le sue origini nella metà del secolo scorso, ma che negli ultimi anni è stata perfezionata e diffusa soprattutto negli Stati Uniti.
La Proloterapia è una tecnica rigenerativa tissutale che consiste nell’iniettare, attraverso aghi sottili quasi come capelli, in corrispondenza di tendini o legamenti sofferenti o danneggiati, o articolazioni in degenerazione artrosica, una semplice soluzione di glucosio (un tipo di zucchero). La leggera risposta infiammatoria locale determinata dall’iniezione di glucosio incoraggia la crescita di nuove fibre legamentose e tendinee, con il risultato di un rinforzamento delle strutture indebolite e danneggiate. In questo modo si stimola un processo rigenerativo locale di auto-guarigione che conduce alla scomparsa dei sintomi nell’arco di poche settimane.

Qui il link per saperne di più http://www.raffaelloriccio-foot-surgery.com/come-guarire-la-fascite-plantare-la-proloterapia/

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